Damjan Komel

Chi ha disegnato per primo un disegno e chi è stato il primo ad esprimere i propri sentimenti con l’aiuto di un strumento primitivo? Perché i nostri antenati hanno cercato di catturare una parte della natura o della vita nel dipinto parietale o in una melodia suonata?
 
È probabile che questo non lo sapremo mai, ma possiamo presuporre che fossero stati spinti dal desiderio interiore perché si avicinassero, integrassero con la natura.
Se questo sia un dipinto rupestre o flauto di osso, non importa, il fatto è che l’uomo abbia il desiderio sia di manifestare i suoi sentimenti, sogni o frustrazioni, che il desiderio di sopravivere.
Nei primi dipinti rupestri venivano rappresentate la caccia, la lotta per il cibo, la lotta per la sopravivenza. Molto più tardi l’uomo ha cominciato a rappresentare la natura come qualcosa di bello, ammirevole. Ma l’uomo è fin dagli inizi soprattutto e prima di tutto il guerriero, mentre l’arte è in un certo senso lo strumento usato nella sua lotta di sopravivenza.
 
Personalmente cerco di scoprire attraverso la finestra della mia anima, l’antico linguaggio dei guerrieri di luce, il quale dal profondo del cuore e dagli abissi dell’anima scolpisce le bellezze nobili.
Da sempre l’uomo lottava per la sopravivenza, il cibo, casa, amore, famiglia e per la sua posizione nella società. Per poter raggiungere questi obiettivi, nel passato, il mezzo ideale era un’arma con la lama come coltello, giovelotti, frecce, spade ...
 
Ma oggi nella lotta di raggiungere tutti questi obiettivi, la parola, è diventata la più importante. La parola ci rende felici, ma ci può ferire così profondamente che ci provoca il dolore.
Purtroppo non ci rendiamo conto che oggi tutti noi siamo i guerrieri di luce e di parola nella nostra vita quotidiana.
 
Lo spazio senza scultura è corpo senza anima!